Cucina · Karpathos

Il trahanas: la zuppa d'inverno che a Karpathos si prepara in estate

Una scodella bianca di trahanas fumante, con un cucchiaio d'argento pieno dei piccoli grani della zuppa

D'estate, sui tavoli di pietra fuori da qualche casa di Karpathos, capita ancora di vedere una tovaglia coperta di piccoli grumi bianchi messi ad asciugare al sole. È il trahanas: grano spezzato bollito a lungo nel latte fresco di capra, poi scolato e steso ad essiccare, un po' alla volta, finché non diventa duro e si può conservare per mesi.

È una lavorazione lenta, quasi tutta manuale, che si fa ancora oggi come si faceva prima che esistesse un frigorifero in ogni casa. Ne esistono due versioni: il trahanas dolce, fatto con latte fresco, e quello acido, preparato con latte inacidito — più deciso, più difficile da dimenticare una volta assaggiato. A Karpathos è quasi sempre il latte di capra dell'isola a fare la differenza.

Una volta secco, il trahanas si conserva per mesi e si cucina in brodo, diventando una zuppa densa e sostanziosa che a Karpathos accompagna spesso carne stufata, come lo stifado. Fuori dall'isola è un piatto poco conosciuto, quasi un segreto di famiglia: non lo si trova facilmente nei menu turistici, ma nelle cucine di casa non manca quasi mai, soprattutto quando arriva l'inverno.

È uno di quei piatti che raccontano meglio di tanti discorsi cosa significava vivere su un'isola isolata per gran parte dell'anno: conservare, seccare, mettere via in estate qualcosa da mangiare in inverno. Il trahanas è esattamente questo, trasformato in zuppa.

Ci sono piatti che raccontano un'isola meglio di una guida. Nel libro ce ne sono altri: inizia dai primi tre capitoli.