Luoghi · Karpathos

Piles: uno dei villaggi più piccoli di Karpathos, nato per sfuggire ai pirati

Vista panoramica su un villaggio di montagna di Karpathos circondato da uliveti

Meno di quattro chilometri separano Piles da Othos, ma bastano a cambiare completamente la prospettiva: nelle giornate limpide, da qui la vista arriva fino a Kasos e alle montagne di Sitia, sull'altra sponda del mare, già a Creta. Con circa duecento abitanti è uno dei villaggi più piccoli di Karpathos: case in pietra e vicoli di ciottoli stretti tra orti e uliveti, sul versante occidentale dell'isola.

Piles è nato nel Seicento: secondo la tradizione, i primi abitanti salirono fin qui dalla costa per sfuggire alle incursioni dei pirati, che per secoli hanno tenuto sotto scacco le coste dell'Egeo. Più tardi, negli anni della rivoluzione greca del 1821, arrivarono anche profughi da Creta e da Kasos. Da lì in avanti il paese ha seguito le stesse tappe del resto dell'isola: dominazione turca fino al 1912, poi occupazione italiana e tedesca, la rivolta dell'ottobre 1944 che liberò Karpathos mesi prima del resto del Dodecaneso, il trattato di pace del 1947 e infine l'unione ufficiale con la Grecia nel 1948.

Sul nome circolano tre teorie diverse, e nessuna ha mai vinto del tutto sulle altre. Una dice che un tempo ci fossero delle porte ("piles", in greco) all'ingresso del paese, o che il villaggio stesso funzionasse da porta di passaggio tra i borghi del nord e il resto dell'isola. Un'altra racconta di un terreno ricco di argilla ("pilos"). Una terza parla di grotte ("spilies") che si trovavano nella zona. Chiedete a tre persone del posto e probabilmente vi daranno tre risposte diverse — ed è proprio questo che rende la storia interessante.

All'ingresso del paese c'è un piccolo museo agricolo che ricostruisce come si viveva qui prima che arrivasse tutto il resto: un'aia per la trebbiatura del grano, il torchio per il vino, una stufa a legna, gli attrezzi dei campi, persino un mulino a vento ancora funzionante. Intorno, un vigneto vero, un campo di grano e un uliveto, che fanno capire meglio di qualsiasi cartello da dove viene quello che si mangia sull'isola.

Piles è il mio paesino preferito di Karpathos, e il motivo sta sui muri: in alcune zone del paese un artista del posto ha ravvivato le pareti con i suoi disegni, e girare per quei vicoli è come entrare in una galleria all'aperto dove nessuno ti chiede il biglietto. Non è una tappa che finisce sulle guide patinate, e magari pensate di passarci pochi minuti: fermatevi di più, girate gli angoli, guardate i muri. È uno di quei posti che spiegano meglio di tante spiagge perché Karpathos, nell'entroterra, sia rimasta così a lungo un'isola di gente di montagna, prima ancora che di mare.

Fonti: greeka.com, Wikipedia greca (Πυλές Καρπάθου), aegeanislands.gr, karpathosinfo.com, taxidologio.gr, censimenti ELSTAT 2011 e 2021, Ministero degli Esteri greco (80° anniversario della liberazione di Karpathos) — aggiornato al 18 ottobre 2026.

Karpathos è fatta di paesi piccoli come questo, ognuno con la sua storia da scoprire. Comincia dai primi tre capitoli del libro.