Chi arriva a Olympos per la prima volta nota subito le torri di pietra allineate sul crinale, prima ancora delle case bianche del villaggio. Sono i mulini a vento — decine, secondo alcune fonti fino a settantacinque — costruiti a partire dal X-XI secolo e rimaneggiati più volte nei secoli successivi. Tutti guardano verso ovest, orientati per sfruttare i venti che risalgono dal mare.
Erano mulini da grano. Gli abitanti dei villaggi vicini portavano a Olympos il grano e l'orzo coltivato nei campi intorno, e le pale di legno — mosse dal vento, non dall'acqua — trasformavano i chicchi in farina per il pane e per i dolci di ogni giorno. Le torri sono costruite in pietra spessa, con il tetto un tempo di paglia, pensate per resistere allo stesso vento che le fa funzionare.
Con la meccanizzazione della produzione di farina, i mulini hanno perso la loro funzione, e la maggior parte è oggi abbandonata o usata come deposito. Pochi sono stati restaurati e trasformati in taverne o piccoli musei a cielo aperto. Uno solo, a quanto risulta, è ancora in funzione e continua a macinare grano e orzo come faceva mille anni fa.
Fonti: karpathosinfo.com, allovergreece.com — aggiornato al 3 agosto 2026.
Anche le cose immobili hanno una storia in movimento. Inizia dai primi tre capitoli.