Nei villaggi dell'entroterra di Karpathos — Aperi, Othos, Volada, Pyles — ci sono case che spiccano sulle altre per dimensioni e struttura. Sono gli archontika — le case dei notabili, costruite tra il XVIII e il XIX secolo quando alcune famiglie karpatiache avevano accumulato ricchezza attraverso il commercio marittimo e la proprietà terriera. Hanno portali in pietra lavorata, stanze alte con soffitti a volta, cortili interni con il pozzo.
Molte di queste case sono oggi abbandonate. I proprietari originali sono emigrati — in America, in Australia, in Germania — e le generazioni successive non sono tornate. Le case rimangono vuote, con le finestre sbarrate, la facciata che si screpola. Di tanto in tanto qualcuno torna dall'America per sistemarla, ma i lavori di restauro su un archontiko richiedono denaro e tempo che non sempre ci sono.
Davanti a un archontiko abbandonato ad Aperi mi sono chiesto quante storie ci fossero dentro, e quante fossero già andate via con chi era partito.
Alcune famiglie hanno restaurato i loro archontika e li affittano come case vacanza o bed and breakfast. Sono tra gli alloggi più caratteristici che si trovano a Karpathos — dormire in un palazzo del '700 con le mura spesse e il silenzio del villaggio intorno ha qualcosa di irripetibile. Ma sono pochi rispetto a quanti sarebbero possibili.
Le case lasciate vuote hanno qualcosa da dire. Inizia dai primi tre capitoli.